Dopo aver attraversato Francia e Spagna ci imbarcheremo ad Algeciras per raggiungere Tangeri e da qui punteremo verso Sud , Essaouira , Sidi Ifni , Tan Tan , Dakhla ,l'immensa hammada , il Tropico del Cancro.. Poi la risalita attaverso le montagne dell'Atlante , le dune di Merzouga , le meraviglie del Marocco.. E la protagonista assoluta sarà di nuovo Lei....

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mercoledì 23 aprile 2014

Vivere


Essaouria - Mirleft - 360 km

Aprire le tende della finestra che danno verso l'oceano atlantico e vedere l'azzurro del cielo spaccato in due dalla palla di fuoco del sole e' stato il miglior buongiorno che mi potessi immaginare.
Dopo tre tappe maratonetiche, oggi inizia quello che per noi è' il viaggio, e con esso anche il cercare quel dettaglio nascosto che nel correre sempre sfugge mentre per noi è l'essenza primaria di questi luoghi.
Intanto concedo a Gisella la prima lauta colazione delle nostre vacanze.
Frittelle, miele, pane arabo, marmellate e l'immancabile te alla menta.
Io mi sparo il primo caffè della giornata, al quale poi ne seguiranno altri.
La visita di Essauria era da tempo in agenda.
Un posto che toglie il fiato per la sua semplicità ma anche per le tradizioni che da millenni, attraversando i domini di civiltà differenti, restano inalterate nel tempo.
Come la pesca, immagine che ci da il benvenuto al nostro arrivo.
I pescatori, di rientro dalla acque difficili dell'oceano, ci regalano scorci di vita d'altri tempi.
La Medina, che con gli occhi di un non turista, sa di antico.
Occorre però avere tanta immaginazione e filtrare con le cornee degli occhi quelle immagini ricostruite che invece sono lì in attesa dell'incauto turista a caccia del gadget da portare a casa come trofeo di un viaggio avventuroso.
Li evitiamo, come sempre d'altronde.
Ci spingiamo dentro, sino al cuore delle tradizioni marocchine, cercando ciò che di più puro può esserci.
Ecco spuntare da un cespuglio posto vicino al porto, un gattino, un micetto poco più grande della mia mano.
Gisella lo raccoglie, lui, o forse lei, miagola, ha paura.
Si aggrappa con le unghie alla giacca da moto, sale sul collo, Gisella mi guarda ed esclama " posso ?"
Lei sa che io vorrei, ma sa anche che non possiamo prenderlo con noi.
E poi, fra l'aria satura di sali ionizzati dell'oceano Atlantico ed i profumi di pesce appena pescato, messi al confronto con la nebbia e la pioggia di Trana........ma se tu fossi un gatto, cosa desidereresti ?
Lo appoggiamo in terra, e guardandolo allontanarsi barcollando tant'è piccino, noi facciamo lo stesso.
Riprendiamo la moto e ci dirigiamo sulla strada costiera che scende verso sud fiancheggiando l'oceano.
Pochi giorni fa, in televisione, ho visto un film riguardante la bibbia.
Notavo uomini a dorso di asinelli, donne con il capo chino sotto il peso di otri di acqua, bambini che per chilometri a piedi percorrevano piste sterrate per rientrare nel proprio villaggio.
Oggi......e non in tv.......ho rivisto le stesse cose.
Mi sentivo immerso in una atmosfera da presepe.
Correvo con le mia moto fra le curve della strada atlantica leggendo ad ogni metro il trascorrere del tempo che, per volere di chi vi vive, pare non passare mai è restare sempre attuale.
Mi chiedo sempre se sia un male o un bene.
Mi chiedo spesso se il condividere il proprio tempo con un amico asinello non sia in qualche misura meglio che ritrovarsi con il il tempo scandito da una tecnologia che ti assale sino a divorarti il fiato.
Non so, vorrei dare una risposta ma credo che per farlo io dovrei provare a vivere come loro e loro come me.
Quello che so e' che ora sono seduto sulla sedia fuori da un bungalow in riva all'oceano.
Il frastuono delle onde non mi consente di ascoltare il tanto desiderato silenzio.
Ma sono onde.....e' mare.....e' natura !
Tutto ciò che da millenni esiste, senza mai che l'uomo sia stato in grado di fermarlo, frenarlo o renderlo lieve.
 La natura, quella incredibile esplosione di emozioni che ogni volta mi colpisce.
E per farlo vado lontano......la dove l'uomo ne ha rispetto, la dove l'uomo ci convive e grazie ad essa vive.
Per questo, oggi, mi sento un po' più vivo...come quando da piccino, o da adulto per le mie piccine, componevo il presepe.
Un modo per ricostruire in casa, su un mobile, su una mensola, ciò che altre persone vivono ogni giorno uscendo dalla porta della loro casa......

 Chi è il fortunato.......?
Forse il gatto che Gisella non si è portata via...!
Domani si scende a sud, il caldo inizia a farsi sentire, la sabbia del deserto inizia ad invadere i bordi delle strade, ed io sento che mi chiama, l'urlo e' sempre più forte.......e noi lo seguiamo, e' la che vogliamo andare, sarà la che andremo !

Ogni onda, ogni urto contro uno scoglio, ogni cosa sa di grande,
Le maree, i granchi, le razze e le stelle che ora, silenziosamente, mi tengono compagnia, sanno di grande.
Mi sento piccolo, immensamente piccolo di fronte a questa esplosione di forza.
Per questa ragione guardo con grande rispetto chi, come la gente di questi luoghi ha saputo, come ogni giorno da millenni, vivere........lasciando noi occidentali, poco alla volta.......soccombere.





martedì 22 aprile 2014

Tappa graffiante....

Algeciras - Essauria - 810 km, un traghetto e frontiera marocchina........

Sono le ore 20.30 in Marocco, le 21.30 in Italia, percorriamo gli ultimi 10 km in sterrato di questa interminabile tappa, il cancello del piccolo hotel gestito da una coppia, lei svizzera, lui marocchino di nome Ali' si chiude dietro di me.
Il loro cane mi saltella intorno abbaiando, io spengo la moto e ripenso alla giornata iniziata quando....

Ore 7 in Italia, scendo dall'hotel di Algeciras, un attimo prima avevo controllato dalla finestra e sembrava non piovere.
Mi sbagliavo !
Uno scroscio di acqua lanciata in orizzontale dal vento forte mi segna la faccia mentre percorro quel 200 metri in moto senza casco dal parcheggio sino all'ingresso principale dove vi è Gisella ad attendermi.
Carico i bagagli e partiamo diretti al porto.
Gisella sente il vento e pensa al mare, al suo moto ondoso e alle, lei sostiene, inevitabili conseguenze che questo avrà sulla nostra navigazione.
Affonderemo di certo, sento che oggi moriremo, ho la tachicardia, non reggerà agli urti delle onde, e bla bla bla........ 
A volte credo che l'auricolare sia la giusta punizione per l'uomo !
Saliamo sul traghetto, si quello che da li a poco secondo Gisella si sarebbe inabissato.
Doveste voi fare la stessa tratta in futuro, e salendo su un traghetto doveste trovare dei graffiti, dieci lunghe linee parallele che da un altezza di circa un metro e settanta scendono sino all'altezza di un meteo da terra, bene, quello è il traghetto che abbiamo utilizzato noi stamane, i graffiti invece, sono gli indelebili segni lasciati dalle unghie di Gisella sulla vernice bianca della parete esterna.
Altri graffiti sono ben visibili sulle mie braccia, ma questi spero spariranno in qualche tempo....
Sopravvissuti al naufragio, io un po' meno alla tachicardia di Gisella, scendiamo dalla infausta nave e ci dirigiamo verso la dogana Marocchina.
In parte qualcosa avevamo già fatto sulla nave, ma restavano ancora le solite questioni burocratiche, l'assicurazione della moto e l'ormai nota diatriba sulle differenze di cognome fra il mio passaporto ed il proprietario della moto.
Già, ogni volta, il problema e sempre lo stesso.
Viaggiando con una moto in comodato d'uso, il doganiere di turno non trova corrispondenza fra il mio piemontesissimo cognome e l'intestatario del mezzo che invece io guido.
Ecco allora che nascono dal nulla documenti scritti in tutte le lingue del mondo, comodati d'uso, deleghe a condurre, fino a quando, forse per sfinimento, il doganiere appone il timbro e mi indica il prossimo step, il mitico ufficio della polizia marocchina......
Ovviamente.....chiuso !
Non c'è nessuno esclama Gisella al funzionario doganale.
Si arrivano alle dieci, spiega lui. Ma poi si preoccupa anche di avvisarci che oggi, le dieci potrebbero essere le undici....
Inizia quindi l'attesa del poliziotto, sotto la pioggia, bagnati sino al midollo, e con davanti in programma una tappina di tutto rispetto.
Alle ore undici e dieci, sopraggiunge lo stacanovista dei timbri, entra nel gabbiotto, mi guarda, guarda il passaporto, e con aria da dirigente d'azienda impugna il timbro......stumpf ! 
È fatta !!
Raggiungo Gisella, alla quale ormai la tachicardia era passata, saliamo in moto e partiamo.
L'obiettivo è scendere velocemente verso sud per poi dedicare più tempo alla risalita.
Raggiungiamo Rabat, dopodiché Casablanca ed infine, sempre sotto una pioggia battente, con un vento proveniente dall'oceano Atlantico gelido, Marrakech.
Puntiamo quindi verso ovest sul mare, diretti a Essauria.
Pochi km prima della mitica città svoltiamo a sinistra lungo il litorale ( non immaginatevi però Pietra Ligure.....) a quel punto parte una strada sterrata, resa infida dalle pioggie.
Siamo stanchi, forse anche qualcosa in più, ma non molliamo.
Già, non mollo anche perché desidero mangiare nuovamente il Tajine, piatto tipico Marocchino che tanto mi piacque durante l'altro viaggio in Marocco.
Ora la serata è andata, i miei sigari li ho fumati, il cielo è stellato, ci aspetta una notte di sogni ed un giorno nuovo che cercherò di vivere dando tutto quello che ho e cercando di cogliere tutto quello lui mi darà.
Cosa posso chiedere di più ?




















domenica 20 aprile 2014

Come un aquilone

Tarragona - Algeciras - 1098 km

Partiti presto questa mattina, sapevamo che ci aspettava una tappa già di tutto rispetto, non tanto per le difficoltà bensì per via del chilometraggio.
Pioveva a Tarragona ed abbiamo lasciato il parcheggio coperto dell'hotel già imbardati di tutto punto.
Mannaggia, ma non avevaamo deciso di dirigerci a sud per trovare il caldo ?
Che ci facciamo con due maglie, il giubbotto da moto, la tuta anti pioggia, i pantaloni pesanti ed il freddo addosso ?
Lungo la strada ci fermiamo a prendere un caffè, ha smesso di piovere, siamo a nord di Valencia.
Guardo in lontananza e il cielo sembra aprirsi.
È stupendo sapere di andare la dove la luce del sole ti costringe a stringere gli occhi ed il suo calore inizia a farti stare bene.
Puntiamo diritto verso sud, i km scorrono e superiamo le città di Murcia, Almeria dirigendoci verso Malaga.
Le nuvole sono scomparse, un cielo blu cobalto che pare dipinto, ci sovrasta.
L'aria è fresca, non riusciamo a togliere nulla di quanto indossato al mattino.
La strada si inerpica sinuosamente verso l.'interno incuneandosi fra dolci montagne a ridosso del mare.
Gisella mi fa notare quanto quest'ultimo sia agitato.
Vero è che la paura dell'acqua di Gisella e' nota ormai a molti, ed il solo pensiero del traghetto di domani la terrorizza.
Vero anche che un sasso lanciato in acqua con il rispettivo impercettibile moto ondoso, risulta per lei sufficiente a definire " molto mosso " il mare stesso.
Ruoto quindi il capo con sufficienza, giusto per non ignorare completamente la sua affermazione ma nel contempo conscio che non vedrò nulla di che.
Invece questa volta ha davvero ragione. 
Gli schizzi delle onde che si infrangono sulla riva generano colonne alte qualche metro, al largo si notano un gran fervore di onde e schiuma che si intersecano fra loro.
A quel punto, la strada ruota verso sinistra, si incunea fra due lembi di roccia scavati appositamente per permettere il passaggio dei mezzi, al termine della discesa intravedo un viadotto.
Un attimo dopo le auto che ci precedono, quasi tutte nello stesso istante, frenano bruscamente.
Anche io istintivamente faccio lo stesso arrivando ormai all'imbocco del viadotto.
Quello che Gisella ed io abbiamo percepito e' simile ad un schiaffo sul lato destro del casco.
La testa, per effetto dell'aria sotto l'aletta parasole, ruota violentemente verso sinistra.
La ruota anteriore, sino ad un secondo prima saldamente roteante sulla corsia di destra, sembra sollevarsi e ci sentiamo catapultati nella corsia di sorpasso ( nessuno dietro a noi stava sopraggiungendo nelle immediate vicinanze ....) 
Ci ricomponiamo, riporto la moto nella corsia di destra, e per i restanti 189 km, mi sono sentito come credo, si possa sentire un aquilone.
Un oggetto.......giusto un qualcosa di iniquo, leggero e fluttuante.....
Siamo ad Algeciras, Gisella cotta dal vento e dai km dorme, io seduto nel letto scrivo ma ho nelle orecchie un sordo frucio di vento misto a motore che pare non smettere.
Domani sarà Africa.
Il traghetto che ci porterà verso Tangeri parte alle 8 di mattina, non abbiamo molto tempo per riposare.
Le previsioni per domani danno vento forte ( 50 km/h ) e questo e' ciò che più preoccupa Gisella......per via del traghetto....
Pare pioverà .....sino a Essaouria, tappa di arrivo prevista per domani, circa 700 a sud di Tangeri.
Dovesse succedere.........sarà perché così doveva andare, e sarà tutto ben accetto !

Ora faccio nanna,
Dopo una giornata passata in volo.....sono stanco.

Alla prossima.



Il tepore a pagamento

Prima tappa,
Trana - Tarragona 1012 km

La sveglia di stamane ha suonato alla stessa ora di un qualsiasi giorno lavorativo.
È stato bello aprire gli occhi con l'incubo che si trattasse solo di un sogno.....e scoprire che il sogno era una dolce realtà !
Si parte !!
Tutto era già pronto da ieri sera, l'abbigliamento, i pantaloni da moto, gli scarponcini, le giacche ...tutto era in sala pronto ad attendere che qualcuno ci si calasse dentro.
Gisella ed io saltiamo giù dal letto alla velocità della luce ( tra l'altro ricordo solo ora che forse nessuno dei due si è premurato di rifarlo .....il letto ).
Corriamo verso il bagno, ci incastriamo nella porta quasi a lottare chi dei due dovesse entrarvi per primo.
Ci guardiamo ed io esclamo " tanto non è che se tu ti prepari per prima poi puoi iniziare a partire.....ti ricordo che siamo sulla stessa moto"
Quindi troviamo un accordo, lei entra in bagno per prepararsi ed io le preparo colazione.........democratico, equo.......
Dopo 20 minuti siamo in garage.
Avvio la moto, imbocco la rampa del garage e sento quel profumo di pioggia che sa di umido.
Ripenso al meterologo, e lo immagino godersi le gocce d'acqua predette alcuni giorni prima.
Scendo dalla moto, indosso la tuta da pioggia, risalgo e si parte.
Salita al traforo del Freius sotto l'acqua e con temperature rigide.
Gli ultimi km prima del traforo fatico a sentire le dita delle mani, cerco di muoverle, almeno quelle della mano sinistra ma il guanto in pelle sembra una corazza medievale.
Arriviamo all'ingresso, Gisella a fatica riesce ad estrarre la carta di credito, paga e ci tuffiamo dentro.
Il costo del traforo è uno sproposito se si considera che si tratta di meno di 13 km, ma in giornate come oggi ne vale la pena.
Grazie ai gas di scarico le temperature salgono vertiginosamente. La reazione freddo caldo mi appanna la visiera, la sollevò per poter vedere e un caldo acido di gas mi riempie gli occhi.
Penso che quei 13 km siano stati quanto di più dannoso per la salute possa esserci al mondo, ma ragazzi............che goduria quel caldo !!!
Le mani poco a poco riprendono a muoversi. gisella mi comunica che il principio di ipotermia dei piedi sta svanendo.
Non fosse per l'aria irrespirabile credo che avrei fatto volentieri tappa sigaro.....
Ad un tratto sento che l'aria cambia. Si fa sempre più respirabile e nello stesso tempo meno calda.
La annusò come se fossi un cane da tartufi e, meraviglia, non sento odore di pioggia !!!!
Già ......................nevica !!
All'uscita del tunnel sopra Modane, nevischia.....
Riprende a fare inevitabilmente freddo e quindi decido che, nonostante le ruote tassellate e i limiti, sia giunto il momento di provare a muovere il polso destro e accelerare..........non posso dirvi la velocità raggiunta perché mia mamma potrebbe leggere questo post e poi chi la sente ???
Scendiamo velocemente verso il mare, ora c'è il sole ma il freddo con un vento fastidioso ci accompagnerà sino a Tarragona, dove siamo ora per la notte.
Città stupenda sul mare, patrimonio dell'Unesco per la sua Cattedrale, alcuni monumenti e la famosa arena Romana.
Ora piove, e domani si riparte.
Ci aspetta un altra sgroppatina di qualche km.
Si vola verso sud, sino dove c'è terra sulla quale far rotolare le gomme della nostra moto.

Guardo ora l'ora, da tre minuti è passata la mezzanotte, quindi buona Pasqua a tutti !

 

 


venerdì 18 aprile 2014

Arresta il sistema

Ci sono giorni che vorresti finissero ancor prima di essere iniziati, ma nel contempo hai talmente tante cose da fare che vorresti anche durassero 24 ore per essere certi di poter terminare tutto.
Corri come un matto, sgusci da una riunione per catapultarti in quella successiva e già pensi alle decine di mail che dovrai mandare ed alle centinaia che nel frattempo ti saranno arrivate.
Le leggi, le archivi, le evidenzi perché sono importanti mentre altre, esattamente nell'istante in cui compi un respiro, nascono e sembrano guardarti con aria intimidatoria dal monitor del computer posto sulla scrivania dell'ufficio.
Tu fingi di ignorarla, fingi di non averla vista, ma la subdola mail sa che siamo deboli e non sabbiamo resistere alla curiosità cinica di conoscerne i contenuti, quindi, con mano tremante, avvicini il cursore del mouse sulla mail, clicchi due volte con il dito indice e speri.....
.....bla bla bla .....a fronte di.....bla bla bla.....ne consegue che.....bla bla bla.....in attesa di una sua celere risposta.......bla bla bla.....porgo distinti saluti.
Mentre leggi, il pensiero che ti avvolge è sempre lo stesso...."ma perché l'ho aperta ?"
Per tanto che tu faccia, non le fermi.
Sono la calamità dei nostri giorni, si moltiplicano, ti inseguono, sul computer, sul telefono, nei pensieri notturni, durante le pause caffè e, si sono talmente sviluppate che riescono ad inseguirti anche in bagno !
Ad un tratto però sollevo il polso destro, è su quel braccio che sin da piccolo, sin da quando i miei mi fecero operare alla mano porto l'orologio, indosso gli occhiali, mi concentro e guardo l'ora.....
Sono quasi le 18 .
Alzo lo sguardo verso il monitor del computer, in silenzio attonito fisso la calamità tecnologica che sprezzante del pericolo continua a conquistare spazi sulla memoria del'Hard disk.
Mi chiedo quante cose abbiano da dirmi tutte queste persone.
Ormai non si parla più, si manda una mail.
Non si sorride più, si digitano i due punti con una parentesi vicino, così :)
Non ci si scrive " avrei piacere di fare una chiacchierata con te faccia a faccia appena possibile" bensì, in un mondo di acronimi e sigle trovi uno sconosciuto che ti scrive " F2F ASAP".......ma che caspita sarà mai ? Un codice fiscale ???????? No........Face to Face as soon as possible.........
Viviamo in un mondo dove si risparmia sulle parole, sulle frasi e come se non bastasse ci si sorride pure mediante un immobile, asettico, freddo e piatto monitor.....
La mano destra si appoggia sul mouse, dirige il cursore in basso a sinistra del monitor, leggera pressione del dito indice sul tasto digitale di "arresta il sistema" .......
Il computer, che è nato per non arrendersi mai, non molla.
Compare una nuova finestra con su scritto " ma sei davvero sicuro di voler arrestare il sistema ?"
Sorrido !
E con un retrogusto di gioia che mi sale lungo le vie respiratorie mentre inspiro lentamente, clicco nuovamente su "Yes" !

Una finestra digitale compare sul monitor è accompagnata da una musichetta che sa di finto......poco a poco si dissolve, perde nitidezza nei colori, la musica svanisce e il monitor diventa inesorabilmente nero.....
Sei morto, diavolo di un computer.
E chi l'avrebbe mai pensato, quando ti hanno inventato, che la tua momentanea morte avrebbe coinciso con il risorgere della vita di migliaia di impiegati ?

A tutti coloro che anche oggi hanno arrestato il loro sistema,
Auguriamo buone feste !!!

La moto è carica, il burro cacao di Gisella c'è, io ho fatto scorta di sigari, i passaporti sono ben riposti.....non ci resta che salutare la luna di Trana, con la certezza che sarà la stessa alla quale dedicherò i pensieri di ogni sera anche da posti lontani.

Non dormiremo molto, ma ci proviamo comunque.
Ma prima, un saluto alle mie principesse che in un chalet svizzero staranno forse lasciando anche loro un pensiero sulla nostra luna.

Buon tutto a tutti,
Mai mollare, mai arrendersi, prima o poi si riparte e quando succede è meglio di come immaginavi ! 
  

mercoledì 16 aprile 2014

Si viaggiare .....

Due giorni alla partenza.
Ho le farfalle allo stomaco.
Fatico a chiudere gli occhi la notte, fatico a mantenere il pensiero fisso sui problemi di tutti i giorni.
Sento una carica di emozioni mista a frenesia ed agitazione.
Guido l'auto rientrando a casa dopo una visita da un cliente a Bologna.
Mi sento soffocare dentro l'abitacolo. 
Ho il cervello che va a mille all'ora, gli occhi guardano ma non vedono, le orecchie sentono ma non ascoltano.
Ad un tratto dalla radio escono delle parole:

Quel gran genio del mio amico
lui saprebbe cosa fare,
lui saprebbe come aggiustare
con un cacciavite in mano fa miracoli.
Ti regolerebbe il minimo
alzandolo un po'
e non picchieresti in testa
così forte no
e potresti ripartire
certamente non volare
ma viaggiare.


Il cervello le analizza una ad una. Rivedo i viaggi passati, quando nel bel mezzo di una pista sterrata, con un cacciavite in mano.....aggiustai la frizione della nostra moto.
Stavamo facendo quello che più ci piace........viaggiavamo !


Sì viaggiare
evitando le buche più dure,
senza per questo cadere nelle tue paure
gentilmente senza fumo con amore
dolcemente viaggiare
rallentare per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore
gentilmente senza strappi al motore.
E tornare a viaggiare
e di notte con i fari illuminare
chiaramente la strada per saper dove andare .
Con coraggio gentilmente, gentilmente
dolcemente viaggiare.
Quel gran genio del mio amico,
con le mani sporche d'olio
capirebbe molto meglio;
meglio certo di buttare, riparare
Pulirebbe forse il filtro
soffiandoci un po'
scinderesti poi la gente
quella chiara dalla no
e potresti ripartire
certamente non volare ma viaggiare.
Si viaggiare…


L'ascolto tutta, cosa che mi succede raramente.
Lucio Battisti, anche lui viaggiatore !
Nel 1970, parti'da Milano e andò a Roma a cavallo.
Grandissimo !
Viaggiare, come già scrissi tempo fa, lo si può fare in molti modi,
Con il corpo, con la mente o con tutti e due.
Oggi la mia mente e già partita.......
Il mio corpo è ancora bloccato dalle lamiere di quest'auto.
Ma a breve, si libererà e, volando come delle parole sulle note di una musica suonata per noi, raggiungerà la mente, si unirà a lei ed insieme saranno liberi.

Noi viaggiamo.
E contrariamente a cosa pensa un nostro "caro" amico, non per dimostrare un qualcosa ad un qualcuno !
Viaggiamo per desiderio di libertà, di ossigeno, di amicizie, di sguardi, di sorrisi.
Tutti quei piccoli aspetti ai quali le persone, come il nostro amico , non sanno dare un valore.

Si.......viaggiare,
Fosse anche solo con la mente,
Proprio perché se è vero che viaggiare e un sogno......forse vale anche l'opposto,
Sognando si viaggia !


lunedì 14 aprile 2014

Buona sera.........previsioni del tempo......

.......l'alta pressione che da qualche giorno ci regala giornate primaverili con temperature ben al di sopra della media stagionale ci seguirà sino alla serata di venerdì.
Da sabato mattina poi hihihi.....( risatina stupida del meteorologo ) una bassa pressione raggiungerà la nostra penisola, portando intensi rovesci sul versante occidentale.
Il week end di Pasqua si preannuncia quindi all'insegna della pioggia......hihihihi ( seconda risatina idiota del tipo in televisione ).

Abbasso lo sguardo sul piatto dove ad attendere le mie fauci vi è la mia cena.
La mente vola a sabato mattina, quando finalmente, risalirò la rampa del mio garage a bordo della moto consegnataci da pochi giorni.
Immagino il passaggio dall'asciutto del garage stesso all'umido della pioggia di Trana, luoghi dove con Gisella vivo.
Immagino la visiera del casco che si riempie di gocce d'acqua, la stessa che mi si infilerà lungo il collo e, come altre mille volte in passato, raggiungerà i miei gioielli di famiglia rendendoli in salamoia sino a sera.
Immagino la tortura delle tute da pioggia, il freddo umido delle alpi che dividono il Piemonte dalla Francia e poi, via, lungo tutto il tragitto sino alla prima tappa prevista, a sud di Barcellona.
Immagino i miei sigari rinchiusi in un sacchetto di plastica al fine di evitare che, anche loro, facciano la fine dei miei gioielli di famiglia.
Immagino Gisella che, a meno dei gioielli di famiglia e dei sigari, sarà più o meno messa come il sottoscritto.
Ma poi immagino anche il sorriso che mi si stamperà sul viso, immagino la voglia di volare, il senso di fuggire verso quella momentanea libertà che solo un viaggio in moto ti può dare.
Immagino il sole del deserto, sempre la, da millenni immobile.

.......a quel punto, il piatto mi sorride, rialzo la testa, guardo la foto appesa in sala di fronte a me, 
Vedo noi in moto, nel deserto Tunisino, vedo l'ombra della moto....il sole.....la luce intensa.
Sento ancora quel caldo sulla pelle.

Ruoto la testa verso la televisione, verso quel tipo incravattato che sembra quasi godere nel comunicare al mondo che la tanto amata grigliata di carne in riva al lago quest'anno non si farà.
Gli cerco lo sguardo, attendo quasi che mi guardi ed infine esclamo:

......il sole c'è, magari non lo vedi, magari è solo un po' più in alto delle tue stupide nuvole, ma c'è sempre .....Pirla !

Viva la pioggia !!!!
Non sarà altro che un modo per apprezzare ancora di più il mio sole !!

Ci siamo quasi, quattro giorni alla partenza.......